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Andy Lloyd's

Dark Star Theory

 TEORIA DELLA STELLA OSCURA (NANA BRUNA)

PARTE 1

 

IL MATERIALE CONTROVERSO SUL SITO WEB DELLA "DARK STAR THEORY" (TEORIA DELLA STELLA OSCURA) RIGUARDA L'ESISTENZA DI UNA BINARIA COMPAGNA NEL NOSTRO SISTEMA SOLARE

QUESTO OGGETTO E' STATO PROPOSTO DA MOLTI LUNGO QUESTI ANNI PER GIUSTIFICARE NUMEROSE ANOMALIE ASTRONOMICHE. CHIARAMENTE, RIMANE IL TEMA DELLA SPECULAZIONE, E NESSUNO PUO' ANCORA DARE CONFERMA DEFINITIVA SU QUESTA IPOTESI . NON DI MENO, LA POTENZIALE PRESENZA DI UNA PICCOLA NANA BRUNA CHE SI DOVREBBE TROVARE ORBITANTE ATTORNO AL SOLE NON E' SCIENTIFICAMENTE PLAUSIBILE, MA CI PERMETTEREBBE DI ALLACCIARCI AD UN GRAN NUMERO DI ARGOMENTI NON RISOLTI IN ANTICHE RELIGIONI E MITOLOGIE.

LA RECENTE SCOPERTA DEL PIANETA SEDNA PRESTA CREDITO A QUESTA IPOTESI RISPETTO AD UN GRAN NUMERO DI LIVELLI.  HO SOSTANZIALMENTE AGGIORNATO QUESTA TEORIA ORA, SEGUENDO MOLTO DA VICINO IL PRECEDENTE LAVORO DI ZECHARIA SITCHIN'S MA ANCHE INCORPORANDO UNA "FALCIATA" DI NUOVE SCOPERTE SCIENTIFICHE DENTRO UNA NUOVA ELEGANTE IPOTESI.

La Eliopausa
  The Heliopause

Due decadi son passate da quando la Voyager e la Pioneer sono passate oltre le orbite di Nettuno e Plutone. La Voyager 1 visitò Giove e Saturno, un'impresa ripetuta pure dalla Voyager 2 che poi andò oltre Urano e Nettuno (1). Le molte immagini meravigliose che queste due sonde spedirono indietro sulla Terra diedero all'umanità una relativa visuale più importante dei giganti di gas per la prima volta.

Ma queste missioni storiche non terminarono con un flyby del pianeta. Oltre la zona planetaria della Fascia di Kuyper e poi oltre una zona di forte campo magnetico conosciuta come Heliosheath (elioguaina). Questa zona di confine avvolge l'intero sistema solare come un immenso, ovale invisibile.

Gli Scienziati pensano che questo limite si trova quando il vento solare, una momentanea effusione di particelle cariche soffiate via dal Sole, incontra gas-interstellari al limite dell'influenza magnetica del Sole. Il vento solare è spinto indietro qui, creando un bow-shock (caduta precipitosa di intensità del vento solare).

Il luogo esatto del limite di questo campo magnetico è sconosciuto, e tuttavia probabilmente varia. Sembra che la Voyager potrà passare attraverso quest'area, e l'effetto che avrà su di essa insegnerà ai scienziati molto sul confine dell'Eliopausa. Ritrovamenti preliminari supportano pure un'affermazione abbastanza diversa fatta nel mio libro uscente. Come vedremo,l'Eliopausa può giocare un ruolo cruciale nel capire la natura e l'apparenza della Dark Star (Stella Nera) stessa.

 

Indietro nel 2003 divenne apparente che la Voyager 1 stava entrando in un'area di spazio dove furono registrati strani effetti dalla sonda invecchiante. Si pensa che questa zona sia il Termination Shock.  

"Il termination shock è dove il vento solare, un fine corso di gas elettricamente carico che soffia continuamente fuori dal Sole, è rallentato dalla pressione del gas tra le stelle. Nel termintion shock, il vento solare rallenta bruscamente dalla sua velocità media di 300 km/s a 700 km/s e diviene più denso e più caldo." (2)

E' ora pensato che la sonda si stia ora muovendo attraverso la zona dell'Elioguaina oltre la quale, alla distanza di 8.7 miliardi di miglia (1miglio=1,609km).Si sta muovendo attraverso una zona di particelle più dense, e la Voyager ha trovato un campo magnetico più forte trasportato dal vento solare in questa regione:

"La maggior evidenza che la Voyager 1 sia passata attraverso il termination shock entro la parte più lenta e oltre la parte più densa è la sua misura di una crescita della forza del campo magnetico portato dal vento solare e implicato dalla diminuzione della sua velocità. Fisicamente, questo deve accadere ogniqualvolta il vento solare rallenta, come fa al termination shock... Nel dicembre 2004 , Voyager 1 osservò l'aumento del campo magnetico di un fattore pari a due e mezzo, come ci si aspetta quando il vento solare rallenta. Il campo magnetico è rimasto a questi alti livelli da dicembre sino ad ora. Un aumento nell'intensità del campo magnetico di circa 1.7 volte era stato visto al tempo dell'evento annunciato nel 2003." (2)

Il campo magnetico del Sistema Solare è oltre due volte come forza nella vicinanza del Termination Shock, e altrettanti più effetti complessi sono stati dedotti dai dati trovati dall'importante sonda Voyager 1:

"Voyager 1 osservò pure una crescita del numero di elettroni carichi al alta-velocità e ioni e un'esplosione di rumore dovuto all'onda del plasma prima dello shock. Questo si dovrebbe osservare se la Voyager 1 passasse il termination shock. Lo shock naturalmente accelera le particelle cariche elettricamente che balzano avanti e indietro tra le parti opposte veloci e lente dello shock, e queste particelle possono generare onde plasma." (3)

Gli scienziati studiando i fenomeni in questa regione di spazio hanno concluso che c'è una situazione complessa non prevista qui.  Ci sono alcuni rimarchevoli cambiamenti del campo magnetico come il Vento Solare collide con vaste espansioni dei gas interstellari.

Allora quali tipi di effetti potessero essere osservati se qualcosa di più sostanziale dovesse venire a contatto con l'Eliopausa da oltre l'Heliosheath (elioguaina)?


primi segni sul potenziale di questi effetti provenirono da un'importante immagine presa dal telescopio spaziale Hubble indietro nel 1995, mostrarono giusto questo. C'è un bow shock (vuoto) di circa mezzo anno luce attraverso cui si è creato quando il vento dalla stella L.L. Orione collide con il flusso della Nebulosa di Orione.

Ora, ho scritto in molte occasioni del cammino allungato della Dark Star, una teoretica sub-nana bruna che approccia al sistema solare durante il suo passaggio al perielio.

Questa entità è molto più massiva di Giove, e ha un forte campo magnetico di suo, superando quello del gigante gas gioviano.  Nel mio uscente libro, discuto vari scenari riguardo come questa entità celestiale possa essere visibile da Terra, nonostante mantenga una forte distanza da noi.  Una di queste possibilità è quella che la Dark Star incontra le regioni di spazio che la Voyager 1 sta ora attraversandola. Voyager 1 sta trovando una grande diminuzione di magneticità qui.

 

sembra ragionevole proporre che l'aggiunta di una sub-nana bruna entro tale area, completa con il suo proprio campo magnetico massivo, creerebbe effetti vastamente più complessi.  Non son sicuro se questi effetti sarebbero così forti da creare una zona di luminosità nel campo magnetico, come un lento effetto dovuto ad una colossale aurora.  Ipotizzo anche che la Dark Star stessa sarebbe affetta dalla zona dell'Eliopausa abbastanza dal divenire sovraccarica, causando l'emissione di fiamme di luce..  Non son sicuro se questi effetti teorici, anche se accadono, sarebbero talmente forti da esser visti da Terra.

Ma quando si guarda a quell'immagine dell'Hubble da L.L. Orione, si fa una pausa riflessiva, non è vero?   Forse questo è davvero un meccanismo dove gli antichi furono capaci di poter osservare la Stella Nera (Dark Star).

Voyager 2 ha già raggiunto il confine dell'eliopausa inaspettatamente presto, conducendo i scienziati a credere che l'eliopausa stessa è distorta.  Appare essere “ammaccata” nell'emisfero celeste meridionale da un campo magnetico sconosciuto.  Potete leggere a riguardo alla fine della mia pagina sulla Voyager.

 

 

Referenze

1)  “Voyager’s Interstellar Mission” http://vraptor.jpl.nasa.gov/voyager/vimdesc.html

2)  B. Steigerwald "Voyager Enters Solar System's Final Frontier" NASA 24/5/05 http://www.nasa.gov/vision/universe/solarsystem/voyager_agu.html

3)  JPL Press Release "Voyager Enters Solar System's Final Frontier" 24/5/05, con ringraziamenti a Monika Myers


Alessandro Morbidelli e le origini di Sedna
 

Mi si sta rivelando apparente che il mondo degli studiosi di astronomia sta spostando la sua posizione sulle origini del sistema solare.  Uno dei grandi cambiamenti è l’accettazione che il Sole cominciò la vita come parte di un ammasso di giovani stelle, forse alcune di esse della stessa misura del Sole, più probabilmente con masse stellari piccole o nane brune. Questo scenario è diventato accettabile perchè il sistema solare esterno sta svelando recentemente alcuni dei suoi segreti, e i dati sembrano confermare l’intervento di un corpo esterno.   

 

La ragione? Molti Oggetti Trans-Nettuniani (TNO), inclusi  2000 CR105 e Sedna (2003 VB12) orbitano attorno al Sole lungo orbite eccentriche il cui punto più vicino al Sole è sotto l’influenza di Nettuno. Questo significa che altri fattori posero questi “oggetti estesi diffusi a disco” lungo il loro corso, su traiettorie assai inclinate. La soluzione è molto impegnativa, e diversi gruppi di scienziati si sono sottoposti a creare e modellare vari scenari per aiutare a comprendere le anomalie inaspettate.

 

La difficoltà che affrontano è quella di raggirare il bisogno di riprodurre teoreticamente l’orbita di Sedna, che non produce ancora  una gran massa come quella degli altri oggetti a disco diffusi (la popolazione dei quali è conosciuta esser bassa). Questo non è un compito facile. Durante l’estate la testate New Scientist riportò i ritrovamenti degli astronomi Alessandro Morbidelli, dell’osservatorio delle Costa Azzurra (Observatoire de la Côte d'Azur), e Harold Levison of Boulder, Colorado, USA.

"L’orbita di Sedna è così estrema dicono i ricercatori che non si poteva formare semplicemente dai calci gravitazionali dei pianeti gigantic, che sono responsabili delle orbite eccentriche delle comete e come Plutone. “Se questa cosa fu diffusa fuori da un pianeta, qualcos’altro doveva cambiare l’orbita, qualcosa che non vediamo,” dice la riflessione del coautore Hal Levison "Questo perchè Sedna e 2000 CR105 [il più vicino oggetto-più-distante] sono molto freddi. Ci dicono che qualcosa era diverso quando si formarono." (1)

I coautori dell’articolo esaminarono cinque scenari usando un modello computazionale:

1.    Il passaggio di Nettuno attraverso una fase ad alta eccentricità

2.    La passata esistenza di embrioni planetari di gran massa nella fascia di  Edgeworth-Kuiper o nel Disco Diffuso

3.    L’esistenza di un corpo di gran massa alle spalle di Nettuno durante l’era del sistema solare primordiale (scenario del  Pianeta X)

4.    Un vicino passaggio stellare

5.    La cattura di planetesimi extrasolari dalle stelle di piccola massa o dalle nane brune attorno al Sole.

Le simulazioni al computer del sistema solare primordiale quando ciascuno di questi scenari era considerato possible I due ricercatori per seguire le ipotesi 1,2 e, in modo importante, 3 (“Un pianeta di massa pari a quella terrestre ai bordi della fascia di Kuyper non può trasportare semplicemente oggetti da una vicina orbita circolare a dei grandi assi semi-maggiori nell’era del sistema solare senza prima tener loro lontano da Nettuno" (2)).

Morbidelli e Levison trovarono un buon passaggio con il numero 4, ma notarono che l’incontro prioritario con una stella passante potrebbe  escluderlo in futuro se la popolazione del disco esteso diffuso “provasse essere più massiva di circa un decimo della massa della Terra" (2).

Noi non sappiamo se è il caso al momento perchè l’abilità osservazionale di prendere tali distanze degli oggetti è al limite della capacità tecnologica possible agli astronomi odierni.Ma dovremo sapere entro qualche anno se molti altri oggetti come 2000 CR105 and Sedna saranno scoperti.  In quel caso (che personalmente ritengo possibile), il quinto scenario divanta una reale possibilità. Le immagini del computer sotto sono derivate da simulazioni fatte da Scott Kenyon del Smithsonian Astrophysical Observatory e Benjamin Bromley dell’ University of Utah (3):

"Kenyon e Bromley suggeriscono che le vicine-collisioni accadevano quando il nostro Sole era  circa vecchio 30 milioni di anni, e probabilmente non più di 200 milioni di anni. Una distanza di circa 150-200 U.A. sarebbe abbastanza vicina da distruggere l’esteriore fascia di Kuyper senza influenzare i pianeti in vicinanza.

"In accordo con le simulazioni, la gravità della stella passante spazzerebbe via facilmente il sistema solare esterno oltre le 50 U.A., anche se la gravità del nostro Sole catturasse qualcheduno dei planetoidi alieni nella sua orbita.Il modello spiega sia l’orbita di Sedna sia l’osservato della fascia di Kuyper esteriore intensa, dove alcuni oggetti giacciono a 50 U.A.” (3)

     

Alcuni anni fa questa teoria si era iterata di colpo tra gli astronomi più in voga perchè implica un’interazione completa tra il primordiale disco proto-planetario del Sole e un secondo, non specificao sistema stellare: Uno scambio di materiale planetario può aver preso luogo in questo scenario, qualcosa che molti assunsero quasi impossibile. E’ il materiale degli scritti di Zecharia Sitchin (4), naturalmente, ma è ora, incredibilmente, diventato importante e notorio:

"I ricercatori pensarono ad un altro improbabile scenario che portò a spiegare l’orbita di Sedna rimarchevolmente bene. Sedna potrebbe esser stata generata attorno ad una nana bruna venti volte più piccola in massa del Sole e catturata dal nostro Sistema Solare quando la Nana Bruna si avvicinò. “Quello che colpisce riguardo questa idea è che è molto efficiente,” dice Levison, i cui calculi suggeriscono che metà del materiale orbitante attorno alla nana sarebbe stato inglobato in un’orbita attorno al Sole. “ Anche se è sbagliata questa è una buona idea." " (1)

Lavorando sull’assunzione, ora largamente accettata, che il Sole nacque in un giovane ammasso stellare, I coautori speculano che il Sole potesse aver catturato una gran parte del disco planetesimale di una piccola stella o di una nana bruna incontrato nell’era primaria del nostro sistema solare. 

I loro calculi mostrano che l’orbita di Sedna è consistente con quella di un corpo catturato da un altro sistema stellare. In tal caso non ci sarebbero pochi planetesimi catturati, ma proprio una gran popolazione di oggetti che sarebbero poi diventatati quegli oggetti a  disco sparpagliato esteso estremamente inclinato e anomalo. Potrebbe essere uno di questi oggetti la Dark Star? Io penso proprio di sì.

Il prossimo passo di richiesta di informazione scientifica è fatto da Morbidelli e Levison:

"Se la massa reale in questa regione si dimostra essere svarite volte la massa terrestere, come suggerito da Brown et al (2004), allora la nostra attenzione dovrebbe essere posta verso un secondo scenario di incontro stellare, dove il Sole cattura una gran parte del disco platesimale di una piccola massa stellare. Questo scenario esotico può, in principio, deliberare un ammontare della massa molto più grande”. (2)

Ma quanto più grande propriamente? E’ possibile che un pianeta di massa multipla di quella Giove (una ‘Dark Star’) possa essere stato strappato via da una stella di bassa massa superiore incontrando il Sole potente in un giovane ammasso Stellare? Potrebbe essere questa diventato la Compagna Binaria del Sole?

Morbidelli e Sitchin

C’è una piega più lontana a questo racconto. Recentemente Zecharia Sitchin pubblicò un articolo  in cui descrive un articolo di un giornale francese in un numero del 2003 di 'Science & Vie' (5).  Egli contestò il fatto che un astronomo in Francia aveva dato informazioni riguardo l’articolo del giornale su un possibile decimo pianeta nel sistema Solare con un orbita eccentrica. Le idée espresse nell’articolo erano molto simili a quelle espresse dalla teoria sul 12esimo pianeta di Sitchin, anche nell’immagine usata sotto (a sinistra). Sitchin proclamò sleale questa cosa, ma a scarso profitto. Era presumibile tutto concesso che l’estimato astronomo non potesse essere stato influenzato da Zecharia Sitchin, e che tuttavia non vi era alcun caso nel rispondere (6).

Beh, che l’astronomo non sia nessun altro che Alessandro Morbidelli, uno dei coautori dell’articolo ne stavo già discutendo. La sua ‘grande idea’ nell’articolo accademico, dovuta alla pubblicazione del novembre del 2004, è che il sistema Solare può aver preso un’enorme quantità di materiale planetesimale dal passaggio di una stella di piccola massa o da una nana bruna. Tale interazione supporterebbe moltissimo le teorie proprie di Zecharia Sitchin, non è vero?

 Una visione artistica di come la Nube di Oort del Sole possa essere influenzata dal futuro transito vicino di Gliese 710 Sci-Am 22 Dic 2003 Grazie a J/J/K
 

Un punto finale da notare nell’intrigante articolo di Morbidelli e Levison è il loro interesse  nel processo di cattura stesso, che dev’essere il soggetto di ulteriore ricerca:

"Una esplorazione dettagliata  del processo di cattura, che potrebbe essere rilevante sotto differenti problemi come  l’origine della Nube di Oort o l’origine di satelliti irregolari dei pianeti giganti, saranno soggetto del prossimo articolo." (2)

Questi ragazzi stanno chiaramente pensando in grande. Forse gli altri astronomi potrebbero prenderne nota...

 

Scritto da Andy Lloyd, 15 Novembre 2004

Nuove Speculazioni riguardo l’Orbita di Nibiru

Diciamo che questa rinnovata speculazione scientifica riguardo la possible interazione con una stella orbitante nei nostri pressi miliardi di anni fa è corretta (Vedere anche (7)).  Forse la stella di bassa massa si mosse vicina al Sole durante il tardo periodo, di grande bombardamento di circa 3.9 miliardi di anni fa, quando i corpi terrestri nel sistema solare interno erano soggetti ad un periodo di distruzione senza precedenti causato da uno sciame di asteroidi e comete di gran massa. Questo implicherebbe che il sistema planetario del Sole era allargato dall’entourage di comete dell’altra stella, forse da anche i suoi pianeti. Molti di loro furono catturati dal Sole e caddero in orbite distanti, come Sedna e 2000 CR105. Noi non sappiamo ancora la scala di questa cattura di oggetti, ma sembra assai ragionevole pensare che uno di loro fosse Nibiru; un oggetto straordinario di proporzioni mitiche.

Questi corpi diventerebbero “risonanti” attorno a questi bizzarri pianeti tra loro? Io penso di sì. Nel qual caso possiamo aspettarci di trovare una correlazione tra quello che sappiamo riguardo Sedna e 2000 CR105 e quello che pensiamo di Nibiru. Il periodo delL’orbita di Sedna è di circa 10500 anni e 2000 CR105 è di circa 3300 anni. Così l’orbita di Sedna è approssimativamente tre volte quella di 2000 CR105.  Dato che questi sono valori approssimativi è possible che entro l’errore sperimentale i due si scambiano “risonanza”.

Zecharia Sitchin scrisse che l’orbita di Nibiru ha un’orbita di circa 3600 anni, e questo era sempre, SEMPRE stato preso come un valore apparente. Comunque, non c’è alcun pezzo scritto dai Sumeri che dice ‘Nibiru è un pianeta orbitante attorno al Sole la cui orbita ha un periodo di 3600 anni'.  Questa teoria del Dodicesimo Pianeta osservava il mito dell’antica Mesopotamia e proponeva che i cosmogoni si erano basati su reali eventi di ‘creazione’ del sistema solare. Facendo ciò si potrebbe implicare l’esistenza di un pianeta nuovo che offrisse la chiave per capire il nostro sistema solare. Quel pianeta era Nibiru (4).

 

Sitchin poi doveva indirizzare l’avvertenza della sua orbitae  proponeva che si correlava con la sumeriana 'Sar' di 3600, una importante componente del loro inusuale e complesso sistema numerico sessagesimale. Questo è essenzialmente un cordiale avvertimento dalla sua parte, come egli assunse recentemente nel suo website quando discutendo su Nibiru disse:

"L’orbita dura migliaia di anni (terrestri) (Applicai ad essa la Sumeriana Sar = 3,600)." (6)

Cosa succeed se è sbagliato?  Sono sicuro che lui sia corretto nell’affermare che il sistema numerico usato dagli antichi Sumeri aveva qualcosa di correlato con l’orbita del dio-pianeta Nibiru, ma forse non esattamente 1:1 in parallelo con una Sar. Forse il periodo orbitale è un multiplo approssimato di questa figura. Forse il numero 3600 è il fattore al cuore della rilevanza del proprio corpo di Nibiru sui pianeti e le comete orbitanti il nostro Sole, come Sedna e 2000 CR105.


Qui una citazione di Harold T. Wilkins che dato una pausa  di riflessione:

"Nel mondo antico, i preti e I profeti avevano detto: "Come dietro così sotto. Quello che è stato sarà ancora".

"Censorinus, il cronologista Romano nel terzo secolo a.C. disse che, alla fine di ogni grande anno dei sei sars Babilonesi (un periodo di 21600anni), il nostro pianeta sarà sottoposto ad una gran rivoluzione/cambiamento. Le regioni Polari ed equatoriali si scambieranno posizione, la vita della vegetazione tropicale e degli animali arrampicanti si muovono verso le proibite vastitò dei poli ghiacciati….

"Catastrofi attendono il cambiamento, con grandi terremoti e doglie cosmologiche.""  (9)

Sono tentato nel dire che Nibiru potrebbe avere un’orbita di circa 6 Sars, che sarebbe due volte la larghezza dell’orbita di Sedna di 3 Sars. Come tale, l’ultimo passaggio al perielio di Nibiru sarebbe stato al tempo dell’ultimo grande cataclisma, probabilmente 1200 anni fa o quasi. Se la sua orbirta è di circa 21600 anni allora ora è orientata al suo passato perielio e sta tornando verso il Sole. Ma la sua distanza odierna da noi sarebbe molto più lontana dei quanto prima pensato perchè un più lungo periodo orbitale implica un molto più grande semiasse maggiore per un’orbita ellittica. Sarebbe molto interessante davvero se in futuro le scoperte di questi strani oggetti a disco esteso diffuso nel nostro sistema solare mostrassero una correlazione statistica con i loro periodi orbitali. Così le loro orbite sarebbero tutte correlate, con la Sar Babilonese essendoun fattore numerale di base puntellante la loro relazione! Da ciò avremmo la possibilità di assumere l’esistenza di un pianeta di gran massa che perturba il nostro sistema solare  conducendo il suo selvaggio gregge disperso di planetesimi. Così anche se non abbiamo ancora visto Nibiru, ora potremmo subito implicare la sua esistenza da queste sue compagne...

Referenze

1)  Maggie McKee "Stray Star may have jolted Sedna" 27th July 2004  http://www.newscientist.com/news/news.jsp?id=ns99996204

2)  A. Morbidelli & H. Levison "Scenarios for the origin of the Orbits of the Trans-Neptunian Objects 2000 CR105 and 2003 VB12 (Sedna)"  Submitted to Astronomical Journal 2/4/2004  http://www.boulder.swri.edu/~hal/CR105.html

3)  "Did our Sun capture alien worlds?" 2nd Dec 2004 http://www.rednova.com/news/display/?id=107539 With thanks to Jeffrey Nolan and the lads from Cosmic Conspiracies'.

4)  Z. Sitchin 'The Earth Chronicles Series' Avon/Bear & Co 1976-2002

5)  V. Greffos “PLANETS – But How Many Are There In Our Solar System?” Science & Vie, Feb 2003

6)  Z. Sitchin "The Case of the French Astronomer"  http://www.sitchin.com/

7) S. Ida, J. Larwood & A. Burkett “Evidence for Early Stellar Encounters in the Orbital Distribution of Edgeworth-Kuiper Belt Objects” The Astrophysical Journal, 528: pp351-6, (2000)

8)   J. Kelly Beatty “Big-orbit Object Confounds Dynamicists” 5/4/01 http://www.skypub.com/news/news.shtml#bigorbit

9) H.T. Wilkins "Mysteries of South America" p32 Rider & Co, London 1945

For Morbidelli's latest theories, incorporating planetary migration in the early solar system, see:

10) M. Schirber "Fairy Tale' Might Explain Moon Craters and Planet Orbits" 25th May 2005, with thanks to Peter Gersten:  http://www.space.com/scienceastronomy/050525_planet_billiards.html

Fonte : http://www.darkstar1.co.uk

 

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