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Dossier - UFO e Vaticano Parte 5-1

 

La Chiesa si prepara ad un contatto alieno ?

Documenti e informazioni provenienti dall'intelligence occidentale evidenzierebbero l'esistenza di un pianificato programma segreto di acclimatazione dell'opinione pubblica mondiale sugli UFO. La stessa Chiesa negli ultimi anni ha manifestato una maggiore apertura verso tale fenomeno. Il Vaticano si sta accingendo a fronteggiare l'impatto di una futura rivelazione extraterrestre?


di Cristoforo Barbato - www.secretum-omega.com
(Quinta Parte - 1)

 

Come già accennato nella prima parte di questo dossier la politica di cover-up iniziale, adottata dall'establishment, sul fenomeno UFO ha nel corso degli anni gradualmente modificato strategia registrando un'apparente e sempre maggiore apertura.
Un cambiamento di direzione che è risultato più che mai evidente nell'ultima decade del secolo scorso, parallelamente ad una nuova e crescente fase della manifestazione UFO, ma che in realtà sembra essere stato pianificato già qualche decennio prima.
Una strategia che mirerebbe, attraverso un graduale e parziale programma di "rivelazione" o rilascio d'informazioni, a favorire un processo di "acclimatazione" dell'opinione pubblica sulla presenza extraterrestre.
Un'ipotesi che verrebbe in un certo senso suffragata dal contenuto di due documenti elaborati in periodi diversi e che, seppur non direttamente collegati, sembrerebbero avere un comune filo conduttore.
Il primo documento, risalente al 1975, è una lettera dell'allora senatore repubblicano dell'Arizona Barry Goldwater inoltrata al dottor Shlomo Arnon dell'Università della California e al quale confida alcune indiscrezioni inerenti il fenomeno UFO.
Già Generale Maggiore dell'Air Corp dell'Esercito americano Goldwater (scomparso nel 1998) è stato membro del Partito Repubblicano per il quale si candidò alle presidenziali del 1964 vinte dall'allora Presidente uscente Lyndon B. Johnson. Inoltre, il senatore americano è stato per diversi anni nella Commissione Senatoriale d'Inchiesta sull'Intelligence e nel Comitato Senatoriale sulle scienze aerospaziali e i servizi armati.
Goldwater oltre ad aver dichiarato pubblicamente la sua convinzione sull'esistenza degli UFO è stato membro del "National Investigation Committee on Aerial Phenomena" (NICAP) di Washington D.C. fondato dall'ex-Maggiore dei Marines Donald Keyhoe nel 1956.
Tra l'altro, in una interessante conversazione, proprio in merito agli UFO, avuta il 16 luglio 1969, giorno del lancio dell'Apollo 11, al "Kennedy Space Center", in Florida, con Clarck McClelland il Senatore americano rivelò che:

«...la situazione UFO è al più alto livello di sicurezza nazionale. Molto più alto della Bomba-H e più di qualunque altra cosa conosciuta all'interno del Pentangono, dell'FBI, CIA, DIA, NSA, ecc. Il che vuoI dire, non c'è questione di più alta sicurezza nazionale di quella degli esseri alieni qui sul pianeta. Quindi capii che Curtis (N.d.R. in riferimento al Generale Curtis LeMay) aveva ragione. E non l'ho mai più interrogato sull'argomento. Questo sembrava provare secondo me che gli UFO erano un fatto, ed esistono. Ma, sono tutti alieni? lo sospetto fortemente che la maggior parte lo siano!" ("Nexus New Times" n° 65, "Conversazione sugli UFO con il senatore Barry Goldwater" di Clark C. McClelland).»

Tuttavia stando a quanto scritto nella lettera del 1975 il Senatore USA asserisce chiaramente che l'Establishment americano nonostante il ferreo cover-up, aveva preventivato già all'epoca una futura politica di rivelazione graduale:


Senato degli Stati Uniti
Washington D.C. 20510
Marzo 28, 1975
Mr. Shlomo Arnon
U.C.L.A. Experimental College
308 Westwood Plaza
Los Angeles, Califomia 90024

L'argomento degli UFO è uno di quelli che mi ha interessato da tempo. Circa 10 o 12 anni fa tentai di scoprire che cosa si trovava nell'edificio della base USAF di Wright Patterson in cui vengono accentrate le informazioni raccolte dall'Aeronautica, e alla mia richiesta fu opposto un comprensibile rifiuto. Il tutto è ancora classificato al disopra del TOP SECRET. Ho comunque saputo che c'è un piano in corso per rilasciare parte, se non tutto, di questo materiale nel prossimo futuro. Sono anch'io ansioso di vedere questo materiale quanto Lei, e spero che non dovremo attendere troppo.
Sinceramente,

Barry Goldwater

Negli anni Novanta, a distanza di 17 anni, un documento alquanto controverso, iniziò a circolare all'interno della comunità ufologica internazionale sollevando non pochi interrogativi e dibattiti fra gli studiosi.
All'epoca, precisamente nel 1992, John Schuessler vicedirettore del MUFON (MutuaI UFO Network) americano ricevette da fonte anonima un sorprendente documento ufficiale redatto dal noto Warwick Research Institute in Inghilterra.
Il rapporto faceva riferimento a un'operazione tesa al graduale rilascio da parte delle autorità di informazioni relative agli UFO rientrante nell'ambito di un Programma di acclimatazione del pubblico.
Il testo del documento riporta quanto segue:

Al: Comitato Politico
Novembre 1990
Oggetto: Osservazioni sul Programma di acclimatazione del pubblico

Il metodico rilascio di informazioni al pubblico mediante diversi canali non ufficiali continua a generare vasti interessi e un crescente livello di consapevolezza con ben pochi effetti collaterali rilevabili a parte un sano scetticismo manifesto di alcuni. Suggeriamo rispettosamente la prosecuzione dell'attuale approccio in quanto esso sta rendendo disponibili le informazioni a quanti sono psicologicamente pronti a riceverle senza causare stress indesiderati a chi non sia preparato. L'approccio attuale sta altresì dimostrandosi utile a quanti sperimentano incontri (ravvicinati, N.d.A.) diretti. Esso li pone infatti in condizione di intendere un contesto di esperienze per loro altrimenti inspiegabili o incomprensibili. Capire almeno un po' di quanto è loro accaduto è per costoro di enorme sollievo psicologico e contribuisce a farli continuare a vivere il meglio possibile. Fornire informazioni atte ad aiutare la gente a far fronte la situazione aumenterà via via di importanza con la crescita della quantità di popolazione che sperimenti tali incontri. Come sapete, una certa assistenza in tale campo è stata fornita da vari gruppi civili di supporto, che sono stati costituti da ambienti interessati. Con il tempo potrebbe rivelarsi opportuno aumentare il grado di accuratezza e consistenza delle informazioni in circolazione. Un ottimo lavoro alla base effettuato negli ultimi anni ha consentito di acclimatare il pubblico in rapporto ai ritmi accelerati odierni.
Quando il pubblico si troverà più a suo agio con gli IAC (Identified Alien Craft, velivoli alieni identificati, N.d.A.) e altri avvistamenti, i crop circles e via dicendo, informazioni di altro tipo potrebbero essere ulteriormente rilasciate. Sembra che la maggioranza dei ricercatori si trovi su posizioni che anticipano di uno, due anni i media istituzionali. Ciò permette di disporre di un certo margine di tempo per possibili divulgazioni verso il pubblico e nel con tempo di fornire dettagli in anticipo a quanti siano già ora pronti a riceverli. Disporre di un certo numero di cittadini informati fra la popolazione potrà dimostrarsi una risorsa di valore incalcolabile di fronte a eventi futuri non prevedibili. La storia potrà sicuramente registrare il fatto che sono state queste persone consapevoli, superando ogni divergenza, a lavorare insieme per aiutare l'umanità, il loro paese e il loro governo nei tempi di cambiamento e di sfida che abbiamo davanti.
WRI
Warwick Research Institute
Majic Attn: MJ-8

Anche se Schuessler fu il destinatario iniziale del documento altri studiosi si interessarono al caso, sembra che altri ufologi abbiano ricevuto il rapporto, tra cui il Colonnello Donald Ware, ex-ufficiale pilota dell'USAF nonché membro del MUFON.
Ware che aveva ricevuto copia del rapporto dallo stesso Schuessler (il quale affermò di non sapere da dove provenisse esattamente il plico) ne inoltrò a sua volta una al "MidOhio Research Associates" - MORA, un gruppo di ricerca ufologico americano che effettuò a sua volta alcune ricerche al fine di far luce sul caso.
Secondo l'opinione di Ware il contenuto del documento del "Warwick Research Institute" sarebbe il risultato di uno studio sociologico, la data incompleta e la firma illeggibile costituirebbero parte della disinformazione tipica di certi comunicati; ciò, a sua volta, consentirebbe alle persone non preparate a conoscere la verità di continuare a vivere con le proprie tranquillizzanti e limitate concezioni.
In ogni caso, le indagini del MORA, incentrate sull'esistenza o meno del "Warwick Research Institute", rivelarono l'effettiva presenza di tale istituto nel Regno Unito.
Nella primavera del '92 Pete Hartinger, membro del MORA, in occasione di un viaggio d'affari in Inghilterra riuscì a localizzare il "Warwick Research Institute" (WRI) nei pressi della cittadina di Warwick, a nordovest di Londra.
In effetti, l'Istituto è presente presso l'Upiversità di Warwick, fondata nel 1965 ed oggi ritenuta una delle più prestigiose Università britanniche, che tuttavia risulta ubicata tra la città di Coventry e la Contea del Warwickshire.
L'Università di Warwick, che fa parte del "Russell Group" l'equivalente britannico della "Ivy League" americana, è conosciuta per i suoi 29 Dipartimenti Accademici tra cui quelli di Scienze Politiche, Economia aziendale, Economia, Orticoltura, Matematica, Ingegneria, Biologia, Informatica, Statistica, Letteratura, Lingua inglese, Teatro, e Storia.
L'Istituto stesso (non la facoltà) venne fondato nel 1988 (oggi più di 50 istituti e centri di ricerca sono presenti all'interno dell'Università); Alan Raymond Roe è stato fondatore e direttore fino al 1991 del WRI e direttore fino al 1994 del "Warwick Development Group" (WDG) sempre del "Warwick Research Institute".
Ad ogni modo i ricercatori del MORA una volta risaliti al Warwick decisero di chiamare per raccogliere informazioni generali sull'Istituto e sul tipo di ricerche che venivano condotte.
Durante la conversazione con la segretaria, oltre ad essere confermato il collegamento all'Università di Warwick, emerse che una delle aree principali d'interesse dell'Istituto era l'economia. Tra l'altro quando venne chiesto chi fossero i loro clienti questi risposero che svolgevano numerosi lavori per le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Quelli del MORA chiesero anche se per caso avessero svolto qualche tipo di lavoro per il Governo degli Stati Uniti e più precisamente per il Dipartimento della Difesa ma chi di dovere rispose di non sapere nulla in merito.
Inoltre, nel corso di una telefonata fatta nel luglio del 1992 gli ufologi americani appresero che Alan Roe non era più direttore dell'Istituto anche se risultava ancora associato con la "Warwick University. Roe", dopo il ritiro dall'Università, continua a insegnare alla Warwick limitatamente su orari part-time essendo attualmente Direttore e principale economista alla "Oxford Policy Management".
In seguito il MORA riuscì ad ottenere un bollettino interno dell'Università di Warwick per l'anno scolastico 1993 in cui era presenta una lista di 33 centri di ricerca affiliati all'università, ma l'Istituto (si intende il "Research Institute") non era fra loro.
Anche se l'indagine americana non ha consentito di dimostrare l'autenticità del documento, ha permesso in qualche modo di riscontrare, anche se per un limitato periodo, l'esistenza effettiva di un "Warwick Research Institute" presso l'Università di Warwick in Gran Bretagna.
AI di là delle considerazioni sul documento esposte da Ware l'unica osservazione che si potrebbe fare è che se fosse autentico fornirebbe non solo la "conferma" di quanto dichiarato dal Senatore Goldwater nel 1975 ma un ulteriore passaggio verso una fase "preparatoria" attuando un vero programma di accIimatazione dell'opinione pubblica.
Sarà magari un caso ma è innegabile e incontrovertibile un dato di fatto, ossia che a partire dal 1990 (anche se i primi segnali si manifestarono già a partire dal biennio 1988-89) in ambito ufologico si è assistiti ad un radicale mutamento sia per quanto riguarda la manifestazione stessa sia per l'atteggiamento verso il fenomeno UFO da parte delle autorità di alcuni paesi.
Cambiamento che in un certo qual modo ha riguardato, anche se non ufficialmente, la Chiesa stessa e che attraverso le dichiarazioni di alcuni suoi esponenti ha evidenziato, soprattutto negli ultimi anni, un'apertura sempre maggiore verso la questione UFO-Extraterrestri. Apertura che lascerebbe intravedere una sorta di processo preparatorio, specialmente verso i fedeli, in vista di un'inevitabile rivelazione ufficiale da parte d'intelligenze extraterrestri.
In tale direzione andrebbero inquadrate le dichiarazioni rilasciate in Italia da alcuni teologi e gesuiti già nella prima metà degli anni '90 sui cosiddetti "missionari spaziali" e sull'eventuale opera di evangelizzazione degli alieni.
Tuttavia, occorre precisare che già nell'estate del 1987 l'argomento dei "missionari spaziali" venne reso noto inizialmente da alcuni media esteri ed a circolare. anche nell'ambiente ufologico.

UFO, ET E MISSIONARI SPAZIALI
Il 21 Luglio di quell'anno, in Inghilterra venne pubblicato dal quotidiano "Evening News" un articolo intitolato: "Be prepared to met thine aliens!" (Sii preparato ad incontrare I tuoi alieni!)
L'articolo, inizialmente segnalato all'interno della comunità ufologica dallo studioso britannico Timothy Good, riportava testualmente che:

«I teologi Vaticani hanno preso coscienza che vi potrebbe essere vita su altri pianeti. Ora stanno progettando la preparazione di missionari in grado di lavorare nello spazio e di incontrare alieni. La strana e storica decisione è stata presa dopo che i teologi del Vaticano hanno ritenuto che futuri sviluppi potrebbero far diventare di primaria importanza la preparazione di missionari spaziali. Scienziati gesuiti dell'Osservatorio Vaticano di Frascati (N.d.R. In realtà è sito a Castel Gandolfo), vicino Roma, hanno riferito di aver visto in cielo luci in movimento ed altri fenomeni non identificati. All'inizio di settembre, l'Università Vaticana avrà una speciale sezione UFO. Il teologo Vaticano, padre Pierre Thorel (N.d.R. È probabile che si riferisca al teologo Giampaolo Thorel studioso di fenomenologia mistica) ha spiegato che i corsi speciali riguardanti i futuri missionari nello spazio ed i primi contatti con razze aliene saranno tenuti dal Professor Resch, austriaco, che già precedentemente aveva la cattedra all'Accademia Alfonsiana dell'Università. Padre Thorel ha commentato: "Sono sorpreso che vi possa essere entusiasmo per i missionari nello spazio e per la Cristianizzazione di razze aliene. La loro esistenza è a malapena certa. Comunque, la principale preoccupazione della Chiesa è tenersi al passo con i tempi e questo significa che non possiamo ignorare l'esplorazione spaziale, né la possibilità di incontrare altre creature viventi.»

L'articolo, pur riportando alcune evidenti imprecisioni, sembrava clamorosamente anticipare, con qualche anno di anticipo, alcune informazioni e dichiarazioni emerse in Italia a partire dal 1992 e rilasciate da esponenti del Vaticano.
Nell'ottobre del 1992 il "Corriere della Sera" pubblicò un articolo, a firma del giornalista Roberto Zuccolini, intitolato "Il battesimo anche agli UFO" in cui venne annunciato, dall'allora direttore della Specola Vaticana padre George Coyne, un progetto di collaborazione con la NASA teso alla ricerca di altre forme di vita intelligenti nello spazio.
Tale programma, stando a quanto riferisce il giornalista, vedrebbe impegnato il Vaticano stesso con un suo progetto autonomo e con suoi interessi specifici.
Proprio in merito alla questione extraterrestri il gesuita afferma:

«Battezzare gli extraterrestri? Perché no? Se un giorno avremo la fortuna di conoscerli, saremo obbligati a porci il problema... Occorre una volta per tutte mettere da parte le vecchie esitazioni, i continui rinvii. D'altra parte, non sarebbe egocentrismo, in questo caso cosmico, pensare che noi uomini siamo gli unici esseri intelligenti dell'universo?»

Mentre la NASA, riporta l'articolo, assicurerà il controllo costante dei messaggi provenienti dallo spazio alla ricerca di eventuali "alieni", i gesuiti, soprattutto nel nuovo osservatorio in Arizona sul Mount Graham, con uria speciale macchina a specchio andranno a caccia di quei pianeti che presentano le condizioni adatte per lo sviluppo della vita.

"E se un giorno - si interroga il giornalista - ci trovassimo finalmente faccia a faccia con qualche E.T. di lontane origini?"

«Beh - ammette padre Coyne - allora, dal punto di vista teologico, le cose si complicherebbero. Prima di tutto bisognerebbe sottoporre l'extraterrestre ad alcune domande. Del tipo: "Avete mai fatto un'esperienza simile a quella di Adamo ed Eva, cioè del peccato originale?". E, di conseguenza: "Conoscete anche voi un Gesù che vi ha redento?". Potrebbe dire "sì". Ma anche "no". E in caso di risposta negativa, si aprirebbe certamente il problema della sua evangelizzazione. Ad ogni modo ormai più nessuno, all'interno della Chiesa, si scandalizzerebbe.»

Del resto, come è riportato da Alfredo Lissoni, nel suo volume "Gli enigmi del Vaticano", dell'Editoriale Olimpia, all'interno del Vaticano, a partire dal 1970, è presente una cattedra di Paranormologia ed Ufologia.

«Voluta da Paolo VI - scrive Lissoni - e tuttora esistente, essa è diretta dal sacerdote redentorista austriaco Andreas Resch, in passato ospite ai congressi internazionali di parapsicologia, nonché inventore del termine paranormologia (studio del paranormale). Resch è docente di Psicologia Clinica e Paranormologia all'Accademia Alfonsiniana di Roma.»

Resch, sacerdote redentorista e psicologo di origine italiana laureato in psicologia clinica, è effettivamente professore presso l'Accademia Alfonsiana, Istituto Superiore di Teologia Morale della Pontificia Università Lateranense del corso di psicologia dell'inconscio e di un secondo corso intitolato "Introductio in scientiam phaenomenorum paronarmalium".
Tra l'altro, Resch è anche Direttore dell'IGW - "Institut für Grenzgebiete der Wissenschaft" (Istituto delle frontiere della scienza) collegato alla Innsbruck Leopold-Franzens-Universitat nonché fondatore dell'Istituto scientifico "Imago Mundi".
Una struttura quest'ultima sede di un centro studi, con un archivio mondiale, su fenomeni quali: apparizioni, visioni, miracoli, telepatia, levitazioni, materializzazioni, bilocazioni, stigmatizzazioni, telepatia, astrologia e alchimia. Argomenti questi diffusi attraverso i libri della casa editrice Resch Verlag da lui fondata.
Ad ogni modo un'ulteriore conferma diretta del coinvolgimento di Resch con l'ufologia giunse nel 2004 quando Roberto Allegri, scrittore e giornalista nonché collaboratore del settimanale "CHI", ebbe modo di incontrarlo ed intervistarlo presso il suo centro studi di Innsbruck.
L'intervista, pubblicata sul giornale "Il Faustino", riporta come nel 1969 Resch, già noto tra professori universitari, venne chiamato dall'Accademia Alfonsiana per un corso sulla parapsicologia da lui ribattezzata "Paranormologia". Quest'ultima contemplerebbe diversi fenomeni inspiegabili che spaziano dalla percezione extrasensoriale fino all'ufologia, argomento questo che avrebbe tra l'altro ingenerato alcuni problemi al sacerdote.

«Anni fa - dichiara Resch - un giornale americano scrisse che io, con i miei corsi, preparavo i missionari per l'incontro con gli extraterrestri. L'articolo suscitò un putiferio. In Vaticano arrivarono moltissime lettere indignate e i miei superiori mi chiesero delle spiegazioni. Con molta semplicità, dissi loro che il mio lavoro consisteva anche nel trattare l'ufologia e le teorie che spiegavano come prendere contatti con gli alieni. Anche questo fa parte della paranormologia, dello studio del paranormale. L'ufologia è un argomento di attualità e i giovani studenti ne sono attratti. Ed è molto meglio informarli con obiettività e serietà che rispondere alla loro curiosità con una proibizione.»

In ogni caso, come ribadito in precedenza da Coyne, se di fronte alla scoperta degli extraterrestri quasi nessuno nella Chiesa si scandalizzerebbe anche tra i fedeli sembrerebbe esserci un'analoga posizione.
In effetti, nel marzo 1994, negli Stati Uniti venne realizzato uno studio intitolato "Alexander UFO Religious Crisis Survey - The Impact of UFOs and Their Occupants on Religion". Tale sondaggio, redatto dalla studiosa Victoria Alexander per conto della Fondazione Bigelow, di Las Vegas - Nevada, prevedeva un questionario proposto a 230 capi di comunità religiose negli USA (134 appartenenti a chiese protestanti, 86 a chiese cattoliche romane e 10 a sinagoghe).
La finalità dello studio era di comprendere l'eventuale impatto sulla dottrina di tali comunità religiose dall'esistenza d'intelligenze extraterrestri.
Pur trattandosi di un campione ristretto, lo studio della Alexander ne riassunse così i risultati:

«Le cifre non sono statisticamente significative, ma denotano tendenze inequivocabili. Benché si tratti di un'indagine sperimentale, per la prima volta siamo in possesso di dati concernenti l'atteggiamento più diffuso sulla relazione tra religione ed esistenza di una vita intelligente extraterrestre. I dati dimostrano l'opposto di una credenza piuttosto diffusa, secondo la quale, alla vigilia di un possibile contatto con UFO, si verificherebbero morti e distruzioni. [...] I risultati conclusivi dimostrano che i leader religiosi interrogati erano convinti che la fede dei loro parrocchiani fosse sufficientemente forte e lungimirante da poter assimilare una notizia come questa. Contrariamente alla convinzione ampiamente diffusa a proposito degli UFO, è decisamente poco probabile che simili notizie diano luogo ad una crisi religiosa.»

Eventualità quest'ultima che venne ribadita nuovamente nell'ottobre del 1995 dal teologo don Piero Coda nel corso di un'intervista rilasciata al Servizio Informazione Religiosa - SIR, l'agenzia di informazione dei settimanali diocesani italiani promossa dalla Conferenza episcopale italiana, proprio sulla possibile esistenza di extraterrestri.
L'intervista al teologo era scaturita in seguito all'annuncio del 6 ottobre dell'avvenuta scoperta, da parte degli astronomi svizzeri Mayor e Queloz, del primo pianeta extra solare intorno alla stella 51 Pegasi (Una Nana gialla simile al Sole sita nella costellazione di Pegaso).
In quell'occasione Coda ribadì che:

«Anche gli extraterrestri, se esistono, sono creature di Dio e, per la solidarietà che coinvolge tutta la creazione, rientrerebbero anche loro nel riscatto dal peccato originale. Sul piano teologico, quindi, nessuna differenza con gli umani, né uno shock di fronte ad una eventuale conferma dell'esistenza di esseri intelligenti extraterrestri, casomai sorpresa e impreparazione di fronte ad una notizia che comporterebbe una novità nel nostro modo normale di concepire il mondo e il rapporto con la creazione. Una notizia di questo genere non comporterebbe una difficoltà sostanziale per la fede cristiana perché il centro della fede è che Gesù è il figlio di Dio, fatto uomo, per mezzo di cui ed in vista di cui tutto è stato creato. Quindi, ogni realtà creata, ogni realtà intelligente e libera che si trovi nell'universo ha sempre un riferimento fondamentale e radicale con la creazione da parte di Dio e anche con l'evento di salvezza che si realizza in Cristo. Nessun pericolo, quindi: anzi, l'esistenza di extraterrestri potrebbe essere un arricchimento, così come in passato è avvenuto quando la cultura europea è entrata in contatto con mondi che prima erano assolutamente sconosciuti. Il fatto che ci siano altrove nell'universo esseri intelligenti e liberi, per la solidarietà che c'è in tutta la creazione comporta che vi sia una necessità di salvezza per tutti: essendo limitati, creati da Dio e bisognosi di redenzione, anch'essi sarebbero in rapporto con l'opera salvifica di Gesù Cristo.»

Affermazioni quelle di Mons. Coda, allora docente di Teologia Dogmatica alla Pontificia Università Lateranense, che vennero in parte riprese anche da "Il Messaggero" del 19 ottobre.
Il quotidiano capitolino pubblicò un articolo, a firma di Orazio Petrosillo, intitolato "Per gli UFO manderemo missionari spaziali" in cui oltre a evidenziare l'opinione di Coda riportò anche il parere di Monsignor Rino Fisichella, oggi arcivescovo e presidente della Pontificia Accademia per la vita nonché rettore della Pontificia Università Lateranense.

«Se vi sono gli extraterrestri - scrive il giornalista - ci vorranno i "missionari spaziali" per evangelizzarli? Anche gli alieni sarebbero stati "contagiati" dal peccato originale di Adamo ed Eva? E pure per loro varrebbe la salvezza apportata da Cristo? Sono domande del futuro rese attuali dalla scoperta di un pianeta fuori dal sistema solare (N.d.A. Riferimento alla scoperta di 51 Pegasi) ma sono anche domande che i teologi si posero quando Colombo scoprì il nuovo mondo. Don Piero Coda, docente di Teologia Dogmatica all'Università Lateranense, ha risposto in maniera affermativa ai quesiti, sempre ammesso che vi siano esseri intelligenti su altri mondi. Anche per essi ci vorrebbe la rivelazione e la redenzione di Cristo, per via di una solidarietà di tutta la creazione. In parte diverso è l'approccio di Don Rino Fisichella docente di Teologia fondamentale all'Università Gregoriana: d'accordo col fatto che, se sono intelligenti, gli extraterrestri hanno l'esigenza della conoscenza di Dio e della rivelazione, ma non necessariamente potrebbe porsi il problema della redenzione, in quanto noi sappiamo che l'uomo terrestre ha peccato, non sappiamo nulla delle creature di altri mondi.»

Tra l'altro, appena una decina di giorni prima (l'8 Ottobre 1995) Rai1 dedicò una puntata sugli UFO nell'ambito della trasmissione "Speciale Tg1" allora condotta dal giornalista Bruno Mobrici.
In studio erano presenti la giornalista Rai Lorenza Foschini (all'epoca conduttrice della nota trasmissione di Rai2 "Misteri"), il Generale Salvatore Marcelletti, l'allora presidente del CUN Mario Cingolani (scomparso 1996), Corrado Malanga, la giornalista Paola Harris e Monsignor Corrado Balducci (scomparso nel settembre 2008).
In quell'occasione il noto teologo e demonologo italiano, interpellato dal conduttore, dichiarò quanto segue:

"Padre Balducci, allora, lei che cosa risponderebbe a quanti sostengono che gli alieni sono già fra di noi?"

«Non si può più pensare... è vero, non è vero, sono veri o sono falsità, ci si crede o non ci si crede, no! Oramai ci sono varie considerazioni che fanno dire con certezza che l'esistenza di questi esseri c'è. Non si può dubitare. Magari si potrà dire che su cento fenomeni ce ne saranno... anche se si dicesse 99 non veri e uno vero, c'è quell'uno che dice che certi fenomeni esistono. Quindi, questo è il primo problema, non è più... non rientra più nell'ambito della prudenza umana... dubitare... perché... la prudenza dice di essere prudenti, ma non di negare.»

"Con quali conseguenze sotto il profilo della religione, della filosofia..."

«Non ci sono nessune... non c'è alcuna conseguenza negativa... tutto è contemplato, mica il Signore ci ha rivelato tutto, e quindi si può pensare benissimo, anche la stessa redenzione umana, Cristo rimane sempre il centro dell'Universo, ma nell'Universo ci sono... c'è tutto... quell ... non solo il mondo, ma ci sono le migliaia di stelle, le migliaia di galassie, e ci sono... non voglio adesso dire numeri, ma indubbiamente si può pensare e ragionevolmente a questo punto... ed entriamo qui nella seconda questione, come si spiegano... alla esistenza di altri mondi abitati, in che maniera abitati, da chi abitati? Vede noi... c'è un detto che risale ancora a secoli, secoli fa: "Natura non facit saltus" eh... "la Natura non fa salti" cioè... no... c'è il regno vegetale, il regno animale, il regno umano... e il regno angelico, le uniche cose, quattro regni che conosciamo. Tre sono naturali e li vediamo. Tra l'uomo, l'essere umano e l'angelo, eh... c'è un salto un po' grosso da fare. Ecco perché già con questo argomento della convenienza, che è illustrato molto bene da San Tommaso, uno dei più grandi teologi, è probabile, è verosimile, ecco... più che altro... che tra l'uomo, che ha già uno spirito, in sé, ma povero spirito... è soggetto alla materia in una maniera incredibile, basta alla sera, uno sente il bisogno di andare a letto, mentre l'anima non ha bisogno di dormire. Basta una piccola malattia... bah... insomma, è talmente imprigionato, e l'angelo che è solo spirito, è verosimile che ci siano altri esseri, i quali abbiano un'anima, diciamo così, che è meno legata, meno subordinata al corpo e un'anima di questo genere è ovvio che può compiere progressi che noi, per quanto ne facciamo tanti in questi ultimi decenni, non siamo in grado di compiere.»

Quello di Balducci fu uno dei tanti interventi pubblici che da quel momento in poi lo vide protagonista attivo oltre che attraverso i media italiani anche e soprattutto in alcuni convegni ufologici nazionali e internazionali.
Del resto, come ebbi modo di apprendere dal Gesuita del SIV, nell'incontro avvenuto nel 2001, Balducci non solo nelle sue attività non era mai stato ostacolato, anzi in qualche circostanza era stato in un certo modo incoraggiato.
Ebbene, si da il caso, che proprio Balducci nel marzo del 2006 in occasione di una conferenza svoltasi a Roma, organizzata dalla giornalista Paola Harris, e a cui partecipò anche il giornalista messicano Jaime Maussan fece alcune dichiarazioni che confermerebbero tale indiscrezione.
Le parole del teologo furono in seguito riportate in una news, pubblicata sul sito web della Harris, intitolata: "Balducci: il Vaticano è molto interessato agli UFO!"
Intervenuto dopo la visione di alcuni filmati presentati da Maussan, monsignor Balducci prendendo la parola affermò come il Vaticano fosse molto interessato a tali fenomeni e che lui stesso era stato scelto come portavoce.
Balducci inoltre rivelò di essere informato del fatto che Papa Giovanni Paolo II seguisse in TV eventi riguardanti gli UFO.
In base a quanto riportato dalla news il monsignore asserì infine quanto segue:

«Mi auguro sempre di poter essere il portavoce per questi popoli delle stelle che fanno anch'essi parte della Gloria di Dio, e continuerò a portare all'attenzione della Santa Madre Chiesa questo argomento.»

VITA EXTRATERRESTRE: LA NUOVA FRONTIERA DELLA TEOLOGIA
Tuttavia Balducci, pur se più esposto mediaticamente in virtù anche delle dichiarazioni e partecipazioni a dibattiti e convegni in chiave ufo logica, non è stato, come abbiamo fin qui evidenziato, l'unico esponente della Chiesa a pronunciarsi apertamente su argomenti quali la Vita Extraterrestre o gli UFO.
Nel 1996 la NASA emise un comunicato annunciando il rinvenimento di tracce di vita su di un meteorite staccatosi dal pianeta Marte e caduto sulla terra 13.000 anni fa.
Il meteorite venne battezzato dagli scopritori (una équipe americana e canadese) ALH 84001 ossia "Allan Hills", nome della regione dell'Antartide (la Far Western Icefield) dove lo strano meteorite era stato trovato nel dicembre 1984 da Roberta Score del team di ricercatori del progetto statunitense ANSMET (Antarctic Search for Meteorites project).
Il meteorite innescò inevitabilmente l'accesa attenzione dei media internazionali soprattutto in seguito alla pubblicazione dell'articolo del Dr. David McKey della NASA in cui dichiarò la presenza nel bolide spaziale di tracce di vita marziana.
La notizia di una probabile forma di vita extra-terrestre oltre ad innescare dibattici tra gli addetti ai lavori ebbe una vasta eco sugli organi d'informazione mondiali amplificando l'attenzione sull'esplorazione spaziale ed in particolare su Marte.
Non solo, negli USA la nota testata "Newsweek", in seguito del lancio cinematografico della pellicola di Roland Emmerich "Independence Day" ed in concomitanza di tale scoperta, pubblicò i risultati di un sondaggio rivolto al pubblico americano sull'esistenza o meno degli alieni; il risultato fu che quasi il 50% dichiarò di credere nell'esistenza degli extraterrestri.
Inoltre, lo stesso presidente americano Bill Clinton, elettrizzato dall'annuncio della NASA, decise di indire una speciale conferenza stampa (il 7 agosto) annunciando in televisione la sua ferma intenzione nel fornire il massimo supporto alle future missioni spaziali su Marte incrementando le ricerche sulla vita extraterrestre.
La NASA in quel periodo pianificò due missioni verso Marte con sonde robotizzate: il Mars Global Surveyor-1 (lanciata 7 novembre 1996) finalizzata alla completa mappatura del Pianeta Rosso e il Mars Pathfinder (lanciata il 4 dicembre 1996) che con il rover Sojourner (atterrato il 4 luglio 1997) effettuò diversi esperimenti sulla superficie marziana.
Anche in Italia i media e la stampa s'interessarono della vicenda interpellando non solo esperti ma in alcuni casi anche esponenti della Chiesa al fine di analizzarne le possibili implicazioni teologiche.
Il 9 agosto il quotidiano "La Repubblica" pubblicò una breve intervista al Cardinale Ersilio Tonini, a cura di Orazio La Rocca, intitolata "Esulta Tonini 'Vita nel cosmo segno di Dio'":

«Se fosse vero - affermò Tonini - sarebbe una cosa bellissima. L'eventuale presenza di forme di vita, anche solo molecolare, su altri pianeti sarebbe una ulteriore dimostrazione della grandezza di Dio, anche se tale grandezza è già ampiamente riscontrabile con quanto avviene sulla Terra". Il cardinale Ersilio Tonini - scrive il giornalista - è a dir poco entusiasta. La presenza di forme di vita molecolare su Marte scoperta dalla Nasa lo rende felice e non lo nasconde. Anzi, secondo il porporato non c'è da scandalizzarsi se su altri pianeti "ci possono essere forme di vita anche uguali alla nostra", perché "non è Dio il creatore del cielo e della Terra, degli astri e delle galassie?". In fondo, ricorda Tonini, si tratta di "verità che da millenni ci vengono tramandate dalla Bibbia, anche se con 'quadri simbolici' come è ad esempio il racconto della creazione del mondo della Genesi.»

"L'annuncio della Nasa rafforza la fede in Dio?"

«Certo. È un segno in più rispetto a quello che già si vede sulla Terra. Ma io preferisco sottolineare la grandezza della mente umana che è riuscita ad individuare forme di vita molecolare su Marte. Un grande successo dell'uomo.»

"Ma la fede in Gesù Cristo, figlio di Dio nato sulla Terra per la salvezza di tutti gli uomini, non vacilla davanti a forme di vita extraterrestri?"

«No. Perché dovrebbe? Quando la ricerca scientifica scopre nuove cose la Chiesa è contenta. Anzi di fronte a scoperte come quelle annunciate dalla Nasa, la fede ne esce rafforzata.»

"È possibile, quindi, che Dio abbia inviato suo figlio Gesù anche su altri pianeti?"

«Stando all'annuncio della Nasa, su Marte sono state individuate forme di vita molecolare. Non si tratta quindi di creature simili o uguali agli uomini terrestri, creati da Dio a sua immagine e somiglianza. Nulla però vieta immaginare che Dio abbia potuto concepire lo stesso disegno di salvezza anche per gli altri pianeti abitati da creature a sua immagine e somiglianza. In fondo è lo stesso Dio che ha fatto il Cielo, la Terra e l'intero creato.»

"Gesù Cristo visto come una "esclusiva" della sola Terra non potrebbe reggere più."

«Più che di "esclusiva", parlerei di disegno salvifico del Signore per tutto il creato. In questo senso non mi sentirei di escludere nulla. Ma è chiaro che per poterlo affermare occorre l'assoluta certezza della presenza dell'uomo anche su altri pianeti.»

Il mese successivo il quotidiano "L'Unità" intervistò il padre gesuita George Coyne, astronomo nonché allora direttore della Specola Vaticana, in occasione del convegno internazionale (a cui aderirono astronomi, filosofi e teologi) tenutosi a Villa Monastero, Varenna sul lago di Como, il 24 e 26 settembre, e dedicato al tema "Scienza, filosofia e teologia, di fronte alla nascita dell'universo".
In quell'occasione Coyne, intervistato dal giornalista Bruno Cavagnola, affrontò anche l'argomento della vita extraterrestre e delle sue possibili implicazioni teologiche. L'intervista, dal titolo "ET, la nuova sfida alla teologia" fu pubblicata il 26 settembre; ecco alcuni stralci:

"E il tema dell'esistenza di una vita extraterrestre?"

«È una questione ritornata di grande attualità dopo il recente annuncio di una possibile presenza di materiale organico nel meteorite ALH8400, quasi certamente originario di Marte. Ma l'ipotesi di una vita "altrove" ci affascina soprattutto da un punto di vista filosofico-religioso e la sua ricerca ha più cose da dirci per la conoscenza di noi stessi che non quella dell'universo fisico. In realtà la vera meraviglia non sta nella possibilità di una vita altrove, ma che c'è vita nell'universo. Secondo una scala del tempo cosmologico generalmente accettata, circa dodici miliardi di anni dopo il Big Bang, ossia all'80 per cento circa dell'età attuale dell'universo, apparvero sulla faccia della terra le prime microscopiche forme di vita. Noi possiamo guardare a tutto ciò in due modi differenti: la vita è semplicemente l'insignificante coda di un lungo processo di evoluzione dell'universo oppure è il punto culminante di un lunghissimo e delicato dipanarsi della fisica innata del cosmo? Il fatto sorprendente della vita sta però nel tempo, non nello spazio. Noi non abbiamo ancora una convincente spiegazione scientifica di come l'universo sia evoluto con tale continua precisione per 12 miliardi di anni così da far nascere la vita.»

"Ma tutto ciò che implicazioni teologiche può avere?"

«Il tema è legato a quell'aspetto indeterministico proprio della fisica moderna. La domanda è questa: se noi conoscessimo tutte le leggi della fisica, della chimica e della biologia e tutte le costanti fisiche della natura, se possedessimo poi una teoria del tutto, potremmo predire la nascita della vita? In altre parole, prima della nascita della vita avremmo potuto predire la sua nascita? La vita era necessaria o è uscita dal caso? La risposta non la sappiamo, ma la domanda deve interessare anche i teologi. Perché non è teologicamente indifferente e insignificante scoprire ad esempio che la vita è sorta nell'universo per caso e non per necessità che avrebbe potuto esserci un universo uguale a quello in cui viviamo ma senza di noi. La presenza di una vita "altrove" cambierebbe poi il modo stesso di concepire noi stessi e ci costringerebbe a ripensare tutta la nostra cultura giudeo-cristiana, tutta la Sacra Scrittura ad esempio che si fonda sul presupposto che la Terra è l'unico pezzo dell'universo che ospita la vita. Che cosa significherebbe dire che Gesù Cristo, il figlio di Dio, nato sulla superficie del pianeta Terra se esistono altri pianeti "vivi", che cosa significherebbe per me, uomo terrestre redento da Gesù Cristo figlio di Dio su questa Terra? Tutto ciò rappresenta una bella sfida alla teologia, perché è bello essere costretti a ripensare tutta la teologia e la vita cristiana in termini diversi. Bisogna saper arricchire la fede, lasciarla aperta a tutte le novità.»

Un'intervista altrettanto interessante, pubblicata nel 1997 dal periodico "OGGI" (30 aprile 1997), è quella fatta al gesuita padre Christopher Corbally Vicedirettore del "Vatican Observatory Research Group" (VORG) a Tucson, in Arizona.
Nato nel 1981 il VORG è il secondo centro di ricerca astronomica dopo la Specola di Castel Gandolfo; quest'ultima nel 1993 insieme alla collaborazione dell'Osservatorio Steward dell'Università dell'Arizona portarono a termine la costruzione del Telescopio Vaticano a Tecnologia Avanzata (VATT) in cima al Monte Graham a 3.200 metri d'altitudine.
Il VATT, progettato dallo stesso Corbally, è il primo telescopio ottico-infrarosso facente parte dell'Osservatorio Internazionale del Monte Graham, definito uno dei più avanzati centri per l'osservazione astronomica del continente nordamericano ed attualmente sotto la direzione di padre José Gabriel Funes.
Tra l'altro nel corso del 2008 i gesuiti hanno lasciato il loro storico osservatorio di Castel Gandolfo per trasferirsi nella nuova sede distaccata della Specola Vaticana presso il VORG di Tucson in Arizona.
L'intervista a Corbally, che il settimanale italiano pubblicò in un servizio, firmato da David Wallis, intitolato "Siamo gli astropreti convertiremo i marziani", affrontava tra l'altro proprio l'argomento della ricerca di vita extraterrestre.

"L'uomo - chiede Wallis - è figlio prediletto del Signore: la Bibbia dice che è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio e che gli animali e le piante sono stati creati in sua funzione. Se da qualche angolo dello spazio saltasse fuori un tizio dalle orecchie a punta, come Spock di Star Trek, la Chiesa non sarebbe costretta a rivedere la sua dottrina?"

«Non dovrebbe - afferma Corbally - rivedere l'essenza della dottrina, ma solo il contesto. Un contesto che è stato sempre esclusivamente umano. Dio si è incarnato come uomo, non sotto un'altra forma di vita terrestre, ed è venutI a redimere il genere umano. Questo resterebbe vero comunque. Però potremmo scoprire che, fuori della Terra, altre forme di vita intelligente sono state redente da Dio e che anche a loro Dio si è manifestato con la rivelazione, come è successo a noi con la Bibbia. La nostra Teologia non ne uscirebbe minata, ma anzi ampliata. L'esistenza di questi esseri sarebbe solo un'altra manifestazione, della stessa verità, un'altra dimostrazione della mente di Dio che pervade tutto l'universo, dalle più piccole particelle subatomiche all'immenso vuoto inter galattico. Ovviamente sarei particolarmente curioso di scoprire se questi esser hanno esperienze religiose, se praticano un culto, qual è il loro approccio alla divinità. Insomma, da loro cercherei di imparare qualcosa su Dio.»

"Ma come si fa a parlare di religione con un alieno, ammesse che ci si riesca a parlare? Quali sarebbero le domande giuste da fare?"

«Le stesse che farei a un uomo di cui non conosco le posizioni religiose. Perché esiste qualcosa e non c'è il nulla? Perché abbiamo l'universo? Hai un'idea di creatore? Siamo tutti perfetti? Questo avvierebbe il discorso del peccato.»

"A proposito di peccato, gli eventuali alieni non si porterebbero dietro il peccato originale di Adamo ed Eva. Questo significa che sarebbero superiori a noi?"

«Può essere. Non è poi un'idea tanto strampalata. Il fatto che esistano gli angeli, e noi cattolici lo crediamo, significa che non tutte le creature di Dio sono cadute.»

«Gli angeli - sostiene padre McCarthy, uno dei suoi colleghi (N.d.R. padre Martin McCarthy, uno degli astronomi gesuiti dell'Osservatorio astronomico della Santa Sede) - sono forme di intelligenza extraterrestre contemplate fin dai tempi antichi dal Cristianesimo, dall'Ebraismo e dall'lslam. Però non dobbiamo immaginarli come li hanno raffigurati gli artisti del Cinquecento, con le ali e i riccioli. Potrebbero anche essere formule matematiche (N.d.R. Riguardo agli angeli si rimanda il lettore alla visione della Terza Parte).»

Sempre nel '97, e sulla scia delle missioni spaziali americane su Marte, la Chiesa si trovò nuovamente ad affrontare il dibattito teologico legato alla possibilità di scoprire forme di vita extraterrestre.
Nel mese di luglio il "Corriere della Sera" pubblicò un articolo (8 luglio 1997), a firma di Bruno Bartolini, intitolato "I teologi d'accordo: Gli alieni potrebbero esistere" in cui alcuni teologi della Santa Sede esprimevano il loro pensiero non solo sugli extraterrestri ma anche sulla possibilità che possano essere stati soggetti o meno al peccato originale.
I teologi, scriveva Bartolini, sono tutti d'accordo: in qualche mondo lontano o vicino del sistema galattico è ben possibile che vivano degli extraterrestri.

«Non si può certo precludere a Dio - afferma padre Gino Concetti, teologo ufficiale dell'Osservatore Romano - la possibilità di avere creato mondi simili o dissimili dal nostro abitati da extraterrestri.»

Come giustamente osserva il giornalista, il conflitto che si pone ai teologi è semmai un altro: gli extraterrestri si sono macchiati del peccato originale e sono stati redenti da Cristo o no?

«Chi può escludere - ribadisce Concetti - l'esistenza di nature pure che abbiano un contatto particolare con Dio. È del resto una tradizionale tesi francescana quella di immaginare una manifestazione di Cristo che non sia necessariamente quella sofferente e redentrice.»

Di diverso avviso il parere del teologo Luigi Lorenzetti del Centro dehoniano di Bologna il quale dichiarò:

«La tesi condivisa da una larga maggioranza di teologi è che il peccato originale non sia stato trasmesso per via generativa. Si tratta di un "condizionamento ambientale" nel peccato che coinvolge tutti gli esseri viventi. Resterà da vedere il "cammino" seguito dalla particolare storia di questi ipotetici extraterrestri per capire come siano stati coinvolti nel peccato.»

Inoltre il giornalista riporta anche l'opinione espressa in passato sullo stesso Osservatore Romano dallo scomparso teologo dominicano padre Raimondo Spiazzi il quale ipotizzò che:

«Primo: gli extraterrestri appartengono allo stesso genere umano cui noi apparteniamo in quanto discendenti da Adamo ed Eva. Sono dunque sottomessi alla legge del peccato originale. Cristo, in tal caso, è morto sulla Croce anche per i marziani o venusiani che siano. Secondo: si tratta di esseri della stessa nostra natura umana, ma discendenti da un altro capostipite. In tal caso, sia il capostipite sia i discendenti possono aver peccato e aver bisogno della Redenzione. Terzo: sempre in questo secondo caso gli extraterrestri possono trovarsi o in uno stato di pura natura, ossia senza elevazione alla grazia, o in uno stato di natura elevata alla grazia, o in uno stato di natura decaduta e ancora bisognosa della Redenzione (e quindi in attesa del Cristo, o comunque del Redentore), oppure, infine, in uno stato di natura redenta. Quarto: in quest'ultimo caso il Verbo potrebbe essersi incarnato anche in altri mondi, dove potrebbe aver preso anche corpo e nome diversi da Cristo.»



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